sabato 26 Novembre 2022

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La mammografia si fa indolore grazie a microonde e intelligenza artificiale

La diagnosi precoce del cancro al seno diverrà meno invasiva. Questa la promessa di UBT SRL (Umbria Bioengineering Technologies), nata come spin off del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia. 

Sicura come una telefonata

L’idea risale al 2012, grazie a uno studio teorico sull’imaging tramite elettromagnetismo. I quasi dieci anni di ricerca hanno prodotto MammoWave, un macchinario a microonde in grado di rilevare il tumore al seno in fase precoce. 

Grazie a MammoWave si sottopongono le pazienti, sdraiate sul macchinario per una decina di minuti, a una quantità di onde elettromagnetiche simile a quella emessa da uno smartphone durante una telefonata.
L’operazione, inoltre, non richiede manipolazioni del seno, a differenza della mammografia, ed è completamente sicura per la salute.

Un supporto al radiologo

Per la diagnosi di possibili forme tumorali svolge un ruolo cruciale l’intelligenza artificiale. Si tratta, infatti, di uno strumento fondamentale per migliorare l’accuratezza dei referti e per guidare il radiologo nell’esaminazione di immagini completamente nuove. 

MammoWave invia le immagini nel cloud, dove l’intelligenza artificiale le analizza alla ricerca di lesioni sospette, aumentando così la capacità di analisi del radiologo.

Nutrire gli algoritmi

I trial medici hanno coinvolto, per il momento, 500 pazienti, sottoposte sia alla tradizionale mammografia con raggi X sia all’esame con MammoWave. Tali risultati hanno alimentato gli algoritmi di machine learning, addestrandoli a riconoscere eventuali lesioni. 

Verso nuovi dispositivi

E le applicazioni di tale tecnologia non si limitano allo screening mammografico. BrainWave, dispositivo portatile per il rilevamento e la classificazione dell’ictus cerebrale, basato su principi simili a MammoWave, è infatti in fase avanzata di sperimentazione. E tra circa due anni potrà dotare le ambulanze di uno strumento fondamentale per tracciare un quadro preciso del danno subito dal paziente durante il trasporto verso l’ospedale.

Fonte: Ansa

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