mercoledì 19 Gennaio 2022

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Sensori sommelier, quando la cantina si fa 4.0

Le aziende vitivinicole accelerano sul fronte digitalizzazione, sfruttando il progressivo abbassamento dei costi della sensoristica e delle tecnologie IoT.
I monitoraggi enologici operati con i sensori favoriscono un controllo, diretto o indiretto, di tutti gli aspetti della vinificazione e post-vinificazione.

Addio campionatura manuale

Queste tecnologie consentono una riduzione sensibile dei costi e dei tempi del monitoraggio. Si pensi, per esempio, che nel periodo di fermentazione l’enologo è chiamato ad eseguire ogni giorno una o più campionature di vino da ciascuna cisterna, per misurare il livello di zuccheri nell’alcool e assicurare interventi tempestivi in caso di problemi nel processo di fermentazione. Inoltre, tale procedura lascia spazio all’errore umano. 

Enologia di precisione

La diffusione dell’enologia di precisione favorisce invece un controllo in tempo reale dei diversi parametri critici del vino all’interno di botti o cisterne. Poter monitorare il colore, la densità, la torbidità, il pH, il volume, i livelli di SO2 e O2, migliora notevolmente l’efficienza della produzione e la qualità del prodotto finale. Consente, infatti, di scegliere il momento ottimale per l’imbottigliamento. 

Ottimizzazione gestionale

Dotarsi di una cantina 4.0 significa promuovere l’integrazione e la condivisione delle informazioni tra le diverse aree e risorse aziendali. Ciò permette di elaborare strategie strutturate al fine di aumentare la competitività di ciascuna realtà.
Ma significa anche tracciare la storia di un prodotto, accedendo tanto alle certificazioni internazionali quanto a nuovi mercati in ascesa.
E, come anticipavamo, la cantina 4.0 è sinonimo di operatività continua. L’analisi dei dati facilita interventi tempestivi e informati, abbinando al vantaggio tecnico-gestionale un deciso miglioramento della qualità del prodotto.

Dall’acino all’algoritmo

E la qualità finale dipende anche dalla valutazione dello stato di maturità degli acini. L’esistenza di adeguati supporti tecnologici, come la sensoristica non-distruttiva ad approccio qualitativo interno, permette di effettuare la vendemmia al momento più opportuno.

La rilevazione sensoristica IoT e l’abbondanza di dati raccolti possono, non da ultimo, consentire lo sviluppo di algoritmi predittivi, capaci di determinare la qualità del prodotto finale.

Fonti: doorwayplatform.com, vigneviniequalita.edagricole.it, vargroup.it

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