martedì 6 Dicembre 2022

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Gestione dell’acqua: nodo cruciale per il futuro della penisola

La crisi climatica e siccitosa che sta colpendo, ormai da mesi, il nostro Paese impone l’urgenza di un dibattito approfondito e proattivo circa la gestione dell’acqua e la condivisione di una strategia nazionale su una risorsa troppo a lungo e ingiustificatamente ritenuta illimitata.

Statistiche preoccupanti

L’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia ha evidenziato come il nostro Paese sia tra i più idrovori d’Europa: primo per livello assoluto di acqua prelevata all’anno per uso civile (oltre 9 miliardi di metri cubi) e secondo in termini relativi, dopo la Grecia, con 153 metri cubi di acqua prelevata per abitante all’anno. 

A queste cifre poco incoraggianti si somma un livello inadeguato di investimenti nell’infrastruttura idrica nazionale. L’Italia si colloca infatti in fondo alla classifica continentale per investimenti nel settore: con 49 euro per abitante all’anno, poco più della metà della media europea (82 euro).

Un semestre da bollino rosso

Tali dati rendono la nostra nazione fortemente vulnerabile al cambiamento climatico, con il 21% del territorio italiano già a rischio desertificazione. E il declino della salute del Paese ha registrato il suo acme nel primo semestre dell’anno in corso: i sei mesi più caldi e meno piovosi della storia italiana, con un’anomalia termica di +2,7°C e una riduzione delle precipitazioni prossima al 50%, rispetto alla media dell’ultimo quarantennio.

Un ventaglio di soluzioni

Inoltre, la previsione dell’International Energy Agency risulta tutt’altro che rassicurante, i flussi idrici in Italia subiranno infatti una riduzione del 40% entro il 2080.
Come impedire dunque la deriva di questo scenario? Innanzitutto con la consapevolezza che non esiste la soluzione, ma solo un ventaglio di approcci che necessitano del coinvolgimento dei diversi attori, tra cui i cittadini.

Si devono quindi individuare azioni di lungo periodo, operando contemporaneamente sulla tutela della risorsa idrica esistente e sull’identificazione di nuove fonti di approvvigionamento, ricorrendo all’utilizzo di tecnologie innovative, come quella dello Smart Metering

La visione – One Water

Tali argomenti sono stati affrontati lo scorso 4 luglio nel corso dell’evento organizzato da BolognaFiere Water&Energy – Ricerca e innovazione, digitalizzazione, sostenibilità: la strada della transizione ecologica. Gli interventi della convention hanno sottolineato la necessità di un profondo rinnovamento infrastrutturale, volto anche al superamento della frammentarietà amministrativa che affligge il servizio idrico. Gli sforzi devono dunque convogliare nella realizzazione del concetto di One Water, similare a quello di One Health, per la piena affermazione di un diritto universale, quello dell’accesso all’acqua, che fa capo ad un’unica risorsa, pur attraverso molteplici utilizzi. 

Ambiti di intervento

Solo una simile visione potrà porre un freno alla dispersione di acqua, che, tra il prelevato e il consumato in Italia, si attesta oggi al 48%, cifra inferiore solo a quella della Grecia nell’UE.
Ma, come si anticipava, non basterà ridurre gli sprechi. Occorrerà lavorare per incrementare i tassi di raccolta e riutilizzo, anche grazie al capillare sfruttamento delle acque reflue. Ed infine si dovrà puntare sulle innovazioni tecnologiche pensate per favorire l’irrigazione di precisione.

Per conoscere, però, tutte le novità in materia di digitalizzazione e modernizzazione del settore idrico partecipa a FORUM ACCADUEO – BolognaFiere, dal 12 al 14 ottobre 2022.

Fonti: huffingtonpost.it, accadueo.com

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