lunedì 25 Gennaio 2021

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Sensori ottici: l’obiettivo è l’occhio umano

Ogni smartphone ha una fotocamera, o forse è meglio dire che ogni fotocamera ha uno smartphone? Difficile esprimersi. Fatto sta che le fotocamere che attualmente equipaggiano gli smartphone consentono di raggiungere risultati che consideriamo eccezionali. A ogni lancio di prodotto le aziende costruttrici si superano ma, naturalmente, nonostante siano in continuo e netto miglioramento nessuna ancora è risuscita a raggiungere i livelli di dettaglio del nostro occhio umano. Se da un lato è vero che 40, 64, 108 megapixel sono risultati assai importanti siamo tuttavia ancora ben lontani dalla risoluzione di 500 megapixel ritenuto il termine di riferimento per la risoluzione totale del sistema visivo umano.

Oggi il recente pixel pitch di 0,8 micron, è per lo più considerato il massimo livello possibile da diversi player dell’industria. Si tratta di un sensore che funziona in condizioni di buona illuminazione sfruttando i pixel singoli, mentre accoppia 9 pixel da 0,8 affinché lavorino come un singolo pixel da 2,4 micron in condizioni di scarsa lumonosità. C’è però chi pare si sia già spinta oltre e nel 2019 è stato presentato dalla coreana Samsung un sensore con pixel pitch di 0,7 micron mentre da alcune voci sembra stia per arrivare entro fine 2020 anche un sensore da 150 megapixel mentre la versione da 200 megapixel è in cantiere. Così facendo anche la capacità spettrale degli stessi, sconfinerebbe nell’ultravioletto e nell’infrarosso, abilitando così anche applicazioni medicali molto avanzate, utili per le applicazioni in A.I. per arrivare alla fine a eguagliare o meglio ancora superare l’occhio umano.

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