mercoledì 19 Gennaio 2022

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Il dialogo tra Smart Building e pulizie professionali è propiziato dall’IoT

L’Internet of Things sta modificando profondamente il nostro panorama. Dalle auto connesse allo Smart Building e alle città intelligenti, dallo smart metering alle smart factory, fino all’agricoltura di precisione; ogni ambiente, che sia domestico o lavorativo, pubblico o privato, è coinvolto nel cambiamento prodotto dall’Internet delle cose.
E non fa certo eccezione l’ambito delle pulizie professionali, che agisce in sinergia con la gestione degli immobili intelligenti.

Smart Building: di cosa si tratta?

Ma partiamo dalle basi, riportando la definizione di Smart Building proposta dalla Commissione Europea. “Un insieme di tecnologie di comunicazione che consentono a diversi oggetti, sensori e funzioni all’interno di un edificio […] di comunicare e interagire tra loro e anche di essere gestiti, controllati e automatizzati in modo remoto”.

Le opportunità generate dall’IoT nell’ambito degli edifici smart consentono di ridurre drasticamente il consumo energetico e l’impatto ambientale, massimizzando l’efficienza gestionale. E rendono possibile l’incremento del comfort e del benessere di chi li abita.

I vantaggi di un edificio intelligente

Gli edifici intelligenti devono essere in grado di fornire un ambiente sano, positivo e sicuro 24 ore su 24, garantendo alti standard igienico-sanitari. Devono, in altri termini, monitorare la qualità dell’aria e i livelli di inquinanti, ma anche essere dotati di tecnologie contactless e wireless, voice control, riconoscimento facciale e sistemi di scanning corporeo all’entrata.
Tali misure non sono, però, di per sé sufficienti a garantire la sicurezza di residenti e fruitori.

Il ruolo della pulizia professionale

Per questa ragione non bisogna sottostimare il valore dei servizi di pulizia professionale, i quali rivestono un ruolo tutt’altro che marginale nella catena delle attività di facility management.
Allo stesso tempo i servizi di pulizia si devono approcciare in modo innovativo e consapevole alle opportunità tecnologiche dell’Internet of Things.

Non è dunque scorretto affermare che il cleaning ricopre un ruolo strategico per la piena realizzazione della visione di Smart Building.

Tecnologie per un cleaning intelligente

Quali sono quindi le tecnologie che spingono il cleaning verso un futuro smart?
Come anticipavamo, le applicazioni dell’IoT collegate alla sensoristica wireless svolgono una funzione determinante in questa transizione. Complementari ad esse sono il BIM (Building Information Modeling), cioè la rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali di un edificio, e la cobotica

Cobot delle pulizie

Quest’ultima sgrava gli operatori delle pulizie da compiti ripetitivi o faticosi, che vengono appunto delegati ai collaborative robot.
I cobot, oltre a fornire un aiuto materiale agli addetti, sono in grado di raccogliere un’incredibile quantità di dati durante l’esecuzione dei diversi compiti. Ciò consente di ottimizzare continuamente le operazioni di pulizia.

Una pianificazione guidata

Il monitoraggio incrociato, fornito da cobot e sensoristica dell’immobile, facilita non solo il controllo della qualità degli ambienti dell’edificio, ma anche il controllo della qualità del servizio di pulizia e l’efficienza operativa.
E disporre di dati sulle condizioni degli spazi permette di perfezionare l’erogazione dei servizi di cleaning sulla base di decisioni informate e non secondo una pianificazione statica.

Esempi di applicazione della sensoristica IoT

Ma entriamo nel dettaglio. La sensoristica IoT può monitorare la densità di persone che fruiscono degli spazi (uffici, mense, sale comuni, ascensori). Questo aspetto favorisce tanto il rispetto delle norme di distanziamento sociale quanto l’ottimizzazione delle risorse di pulizia (addetti e materiali necessari).

Un principio non dissimile può essere utilizzato per pianificare una pulizia puntuale dei servizi. La sensoristica permette infatti di rilevare la qualità dell’aria, la necessità di rifornimento di carta igienica o detergente e persino la presenza di acqua sui pavimenti per prevenire pericolosi scivolamenti.

L’evoluzione del cleaning: professionalità e BMI

Va ribadito come tutti questi dati risultino superflui in assenza di un professionista capace di analizzarli per individuare le specifiche esigenze dell’edificio. Ed è nella creazione di un programma ottimale per soddisfare tali esigenze che subentra il potenziale della tecnologia Building Information Modeling. Solo le competenze digitali dell’operatore consentono di eseguire analisi ‘what-if’ per individuare il miglior piano di pulizia, precedentemente simulato sul gemello digitale dell’edificio. 

Affinché il cleaning si faccia davvero smart sono dunque necessari: personale competente e orientato all’innovazione e una maggiore attenzione per questo campo lavorativo, da considerarsi alla stregua di design, sicurezza e comfort nella progettazione e nel mantenimento di un immobile.  

Fonte: genova24.it

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